Dal 15 al 26 ottobre 2025 Roma si è trasformata in un set cinematografico diffuso, in un respiro collettivo di luci, volti e storie. L’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” ha vibrato come un cuore rosso vivo, mentre il red carpet, lungo oltre 1.300 metri quadrati, ha accolto star, pubblico e curiosi in un abbraccio che ha celebrato la magia del cinema. La città eterna è tornata a essere Capitale mondiale della settima arte per la ventesima Festa del Cinema di Roma, un traguardo importante che ha unito passato e futuro in una grande festa della visione e del racconto.

Sotto la direzione artistica di Paola Malanga e la presidenza di Salvatore Nastasi, la manifestazione ha presentato oltre 150 titoli tra film, documentari e serie provenienti da 38 Paesi. “È una festa, non una bolla, quello che sta accadendo nel mondo entrerà”, ha dichiarato Malanga alla vigilia, sottolineando l’intenzione di costruire un festival aperto alla realtà e alle sue contraddizioni. L’immagine ufficiale, firmata Franco Pinna, ha reso omaggio al grande fotografo italiano, mentre mostre, incontri e masterclass hanno trasformato Roma in un laboratorio di idee, creatività e visioni.
Festa del Cinema di Roma: tutti i film italiani che hanno illuminato la ventesima edizione
Un’edizione intensa, vibrante, densa di nomi e di storie. La Festa del Cinema di Roma 2025 ha celebrato il cinema italiano con un mosaico di emozioni e generi, portando sullo schermo autori affermati e nuove voci. Dall’Auditorium Parco della Musica si è levato un lungo applauso per una cinematografia che ha saputo raccontare l’Italia attraverso le sue luci e le sue ombre.
L’apertura è stata affidata a “La vita va così” di Riccardo Milani, uscito nelle sale il 23 ottobre con Medusa e PiperFilm. Ispirato a una storia vera, il film ha visto Virginia Raffaele nei panni della figlia del pastore Efisio Mulas (interpretato da Giuseppe Ignazio Loi), custode di una Sardegna del Sud ancora incontaminata ma minacciata dagli interessi di un potente gruppo immobiliare guidato da Diego Abatantuono e dal suo capo cantiere Aldo Baglio. Un’apertura dal sapore civile, dove il paesaggio è diventato testimone di resistenza.
I film in concorso: tra realtà e memoria
Quattro i film italiani in concorso, ciascuno con la propria voce.
“40 Secondi” di Vincenzo Alfieri, con Francesco Gheghi e Francesco Di Leva, ha ricostruito le drammatiche ventiquattr’ore che hanno preceduto l’omicidio di Willy Duarte Monteiro, il giovane capoverdiano ucciso a Colleferro nel 2020 mentre difendeva un amico.
Andrea De Sica ha emozionato e sconvolto con “Gli occhi degli altri”, interpretato da Jasmine Trinca e Filippo Timi, ispirato al delitto Casati Stampa del 1970: un dramma di gelosia, potere e follia che ha catturato il pubblico.
Completavano la selezione “Roberto Rossellini, più di una vita” di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti, documentario costruito su materiali d’archivio inediti, e “Sciatunostro” di Leandro Picarella, storia poetica di un’amicizia tra due ragazzini a Linosa.

Tra debutti, emozioni e volti amati
Nella sezione Grand Public, l’esordio alla regia di Ludovica Rampoldi con “Breve storia d’amore” ha conquistato il pubblico grazie alle interpretazioni di Pilar Fogliati, Adriano Giannini, Andrea Carpenzano e Valeria Golino, in un intreccio di tradimenti e fragilità umane.
Grande commozione anche per “Elena del ghetto” di Stefano Casertano, con una straordinaria Micaela Ramazzotti nel ruolo dell’indomita Elena Di Porto, la donna ebrea romana che ha sfidato il fascismo per salvare vite.
Applausi calorosi per “Alla festa della rivoluzione” di Arnaldo Catinari, con Riccardo Scamarcio, Valentina Romani e Nicolas Maupas, ambientato nella Fiume del 1919 tra intrighi politici e passioni impossibili, e per “Fuori la verità” di Davide Minnella, con Claudio Amendola, Claudia Gerini, Claudia Pandolfi e Leo Gassmann, storia di una famiglia travolta da un reality show milionario.
A chiudere la sezione, la commedia “Stella Gemella” di Luca Lucini, con Martina Gatti, Matteo Olivetti, Margherita Buy e Laura Morante, ha raccontato con leggerezza e malinconia la crisi e la rinascita di una trentenne in cerca di sé.
Le serie e i documentari: tra storia, musica e sentimenti
Sul fronte delle serie, “Prima di noi” di Giulia Calenda, Daniele Luchetti e Valia Santella, tratta dal romanzo di Giorgio Fontana, ha emozionato con la sua saga familiare che ha attraversato il Novecento italiano. Accanto, “La preside”, ispirata alla figura di Eugenia Carfora, ha offerto un ritratto intenso interpretato da Luisa Ranieri.
Non sono mancati i grandi nomi: Paolo Virzì con “Cinque Secondi”, Costanza Quatriglio con “Pirandello – Il gigante innamorato”, Monica Guerritore nel ritratto di Anna Magnani, Stefano Lodovichi con “Il falsario” per Netflix e Lyda Patitucci con “Io sono Rosa Ricci”, prequel della serie Mare Fuori.
Francesca Archibugi ha firmato “Illusione”, con Jasmine Trinca, Michele Riondino, Vittoria Puccini e Filippo Timi, un legal thriller che ha unito tensione e introspezione.
Nella sezione Freestyle, Alberto Palmiero ha presentato “Tienimi presente”, commedia autobiografica su un ventisettenne disilluso che è tornato a casa, mentre Matilda De Angelis è tornata avvocata in “La lezione” di Stefano Mordini accanto a Stefano Accorsi.
Alessandro Aronadio ha commosso con “Per te”, interpretato da Edoardo Leo e Javier Francesco Leoni, dedicato alla vera storia di Mattia Piccoli e del padre affetto da Alzheimer precoce.
A chiudere l’edizione, l’attesissima quarta stagione di “Vita da Carlo” di Carlo Verdone, tra ironia, nostalgia e un amore intatto per Roma e per il cinema.
Quando il cinema incontra la musica
La musica ha avuto un ruolo da protagonista con documentari dedicati a Rino Gaetano, Brunori Sas (“Il tempo delle noci” di Giacomo Triglia), Lucio Corsi (regia di Tommaso Ottomano), Willie Peyote e Giovanni Allevi, protagonista del toccante docufilm “Allevi – Back to Life”.
Dopo il successo di “Berlinguer. La grande ambizione”, Andrea Segre è tornato con “Noi e la grande ambizione”, documentario che ha raccontato il viaggio dell’opera italiana nel confronto con il suo pubblico.
Ospiti internazionali alla Festa del cinema a Roma
Tra gli ospiti internazionali, Jennifer Lawrence ha incantato il pubblico con “Die My Love” di Lynne Ramsay, mentre Luc Besson e Christoph Waltz hanno presentato “Dracula”, film in cui recitava anche Matilda De Angelis.
Premi alla carriera sono stati conferiti al regista iraniano Jafar Panahi e al produttore britannico Lord David Puttnam, due figure che hanno incarnato il coraggio e la libertà del cinema.
Grande successo e partecipazione, non mancano le novità

Alla Festa del cinema di Roma, una grande novità in questa ventesima edizione: Alice nella Città, la sezione autonoma e parallela dedicata ai giovani, ha ottenuto un accredito speciale grazie al nuovo accordo con la Festa del Cinema. Un passo importante verso una maggiore autonomia organizzativa, frutto di un dialogo costruttivo tra le due realtà.
“Sono molto contento – dice Salvatore Nastasi è il Presidente della Fondazione Cinema per Roma –. Dopo un inverno di trattativa abbiamo firmato una convenzione nuova per il prossimo triennio e abbiamo risolto brillantemente delle questioni che c’erano. Ci siamo messi a tavolino e abbiamo firmato questa nuova convenzione con biglietterie separate. Era giusto che fosse così dopo tanti anni: nella reciproca autonomia. Troverete anche una scontistica adeguata che vi permetterà di vedere tutto senza spese ulteriori”.
Una decisione che ha sancito un equilibrio rinnovato tra le due manifestazioni, consolidando la collaborazione ma rispettando le rispettive identità. Un segnale di apertura e maturità istituzionale che ha contribuito a rendere questa edizione della Festa del Cinema di Roma ancora più armoniosa e inclusiva.
La ventesima Festa del Cinema di Roma si è conclusa così, come era iniziata: tra emozione e consapevolezza. Una rassegna che ha guardato al passato con gratitudine, al presente con coraggio e al futuro con quella curiosità che solo il cinema sa mantenere viva. Roma ha dimostrato ancora una volta di essere molto più di una cornice: è stata la protagonista assoluta di una storia che continua a scriversi, fotogramma dopo fotogramma.
Articolo a cura di Barbara Guarini
Fabio Tocco Editore
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