A Roma la collezione di Giovanni Raspini Panthère Noire assumerà una nuova risonanza. Dopo la presentazione milanese alla Residenza Vignale, il bestiario felino del designer toscano arriva in una cornice dove architettura, storia e ornamento sembrano amplificare la sua natura più teatrale. Non una semplice collezione di gioielli, ma un percorso in cui bronzo, argento, pietre, piume e scultura costruiscono un immaginario animale, notturno e potente.
Il progetto, intitolato Panthère Noire / Gioielli da un bestiario felino, dopo l’inaugurazione a Milano il 21 maggio scorso e la tappa romana, approderà infine a Firenze nella Loggia Rucellai.
A introdurre il visitatore sono due grandi pantere nere in bronzo a grandezza naturale, disegnate da Giovanni Raspini e realizzate con la tecnica della fusione a cera persa dallo scultore Lucio Minigrilli. La capo modellista Erika Corsi ha creato i gioielli che adornano collo e zampe dei felini: collane e bracciali che trasformano le sculture in vere presenze guardiane. È già qui che il progetto dichiara la sua natura: il gioiello non è solo ornamento, ma scena, corpo e soprattutto racconto.
La collezione comprende 28 creazioni di Alta Gioielleria in argento, bronzo e gemme: 22 pezzi unici e 6 gioielli raccolti in due parure destinate alla vendita. Pantere, tigri, leopardi, leoni e ghepardi sono i protagonisti assoluti della mostra. Emergono attraverso protomi feline, zanne, artigli, baffi, texture di pelliccia, decori vegetali e floreali, pietre colorate e perle.
Il punto di partenza non è la sola preziosità della gemma, ma la presenza fisica del gioiello. Giovanni Raspini lavora il metallo come materia viva: lo modella, lo brunisce, lo carica di chiaroscuri. La tecnica della cera persa consente ai felini di assumere forme piene, plastiche, quasi scultoree. In questo senso Panthère Noire appartiene più al territorio del gioiello-scultura che a quello dell’animalier puramente decorativo.
La collana che dà il titolo alla mostra concentra questa visione in un’immagine di forte intensità. Realizzata in bronzo bianco brunito e bronzo smaltato, con grandi gemme in onice nera e piume dello stesso colore, Panthère Noire presenta al centro una testa di pantera in primo piano. Tutto è giocato su un nero profondo, tra mistero, materia e potere.

Il collier Tigre porta invece la narrazione in una foresta tropicale. Il grande felino appare disteso al centro della composizione, circondato da elementi vegetali e piccole scimmie che si arrampicano tra le foglie. Bronzo brunito, bronzo bianco brunito, quarzo idrotermale, agata muschiata e madreperla costruiscono un paesaggio tridimensionale, una vera e propria scena scolpita da indossare.

Più rarefatta è la collana Snow Leopard, dove un leopardo delle nevi riposa su un letto di ghiaccio reso attraverso luminosi quarzi di cristallo di rocca. Qui il predatore perde ogni aggressività apparente e diventa visione silenziosa, immersa in una luce fredda e minerale.

In Black and Gold, due felini si confrontano in un gioco di opposti: uno chiaro e dorato, l’altro grigio e più scuro, appoggiati su quarzi di cristallo di rocca e alternati a elementi vegetali.
Accanto ai pezzi unici, Giovanni Raspini introduce una novità: due parure riproducibili e acquistabili, direttamente ispirate all’universo della mostra. Panthère Mirage Blue comprende collana e bracciale in bronzo placcato oro 18 carati, con una pantera distesa su un pavé di gemme nelle sfumature del blu, dell’azzurro e del verde acqua. Leopardo Jungle riunisce invece collana, orecchini, anello e bracciale in argento brunito, con un leopardo dalla texture scultorea immerso in una flora tropicale, tra gemme dal verde al rosa antico e perle d’acqua dolce.

All’origine di questo immaginario c’è anche una memoria antica. Giovanni Raspini racconta di essere rimasto colpito, anni fa, da un bracciale ittita in oro visto al museo di Ankara: due protomi leonine unite da un semicerchio, una forma semplice e insieme modernissima. Un’immagine che riassume bene la lunga relazione tra gioiello e felino, tra ornamento e simbolo, tra bellezza e forza apotropaica.
Il progetto è accompagnato anche dal volume Panthère Noire, edito da Edifir / Edizioni Firenze. Un segno della volontà di dare alla mostra una dimensione più ampia: non solo presentazione di gioielli, ma costruzione di un bestiario contemporaneo, tra cultura della materia, artigianato e immaginazione.
Con Panthère Noire, Giovanni Raspini sceglie un lusso di presenza: fatto di peso, ombra, volume, gesto e racconto. Un universo in cui il felino non viene addomesticato dal gioiello, ma conserva la sua ambiguità più seducente: eleganza e istinto, bellezza e minaccia, ornamento e potere.
Laura Astrologo Porché
@journaldesbijoux
Fabio Tocco
Editore Roma Exclusive









