Due eventi, una data e un filo verde e rosa che unisce Roma e il Sulcis, nel racconto del nuovo vino italiano.

Venerdì 5 dicembre 2025 il vino italiano è stato al centro di due palcoscenici lontani sulla mappa, ma vicinissimi nello spirito. 

A Roma una terrazza affacciata sui tetti di Prati ha ospitato “Il Lazio in un bicchiere di vino”, degustazione dedicata alle etichette regionali e alle nuove sfide del clima.

Nel Sulcis, a Buggerru, un borgo minerario che guarda uno dei tratti più affascinanti della costa sarda, una giornata intera è stata costruita intorno ai sapori dell’isola e a un’opera monumentale dedicata alla sua memoria gastronomica.

In comune, in entrambe le storie, c’è l’impronta dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino e il lavoro di una rete di professioniste che sta ridisegnando il modo in cui l’Italia del vino parla di territorio, futuro e sostenibilità.

Un binomio d’eccellenza: “Donne ed Enologia”, un percorso straordinario, nato nel 1988 su iniziativa di Elisabetta Tognana e che riuniva poco più di venti socie, ma che oggi onora al suo interno la storia di quasi 1.300 protagoniste del mondo del vino, con la presidenza della produttrice campana Daniela Mastroberardino.

Un’associazione unica nel duo genere, che raggruppa Donne con un vissuto professionale legato alla vigna e alla cantina e da qui alla tavola, quindi produttrici, ristoratrici, sommelier, enologhe. E inoltre giornaliste di settore, carta stampata e blogger, responsabili della comunicazione e del marketing di aziende vinicole.

Il Lazio in un bicchiere di vino: Roma brinda a clima, numeri e sostenibilità

Sulla terrazza dell’Ozio Restaurant, in via Ovidio, Earth Day Italia e Le Donne del Vino hanno trasformato una degustazione gratuita di etichette laziali in un laboratorio a cielo aperto sulla transizione ecologica del settore.

A guidare il dialogo è stata Manuela Zennaro, giornalista enogastronomica e delegata per il Lazio dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, protagonista anche nella rubrica radiofonica “Ecosistema” di Earth Day Italia su Radio Vaticana. Tra un calice e l’altro, il suo racconto ha intrecciato storie di cantine, scelte di campo e responsabilità ambientale.

I dati presentati hanno restituito la fotografia di un comparto in evoluzione: una produzione che sfiora i 4,8 miliardi di litri in un anno, un export oltre gli 8 miliardi di euro, l’Italia al primo posto mondiale per volumi e al secondo per valore. Ma è sul fronte “verde” che la narrazione cambia passo. Quasi un quarto dei vigneti italiani è certificato biologico, con regioni come Toscana e Sicilia che superano ampiamente questa soglia.

Anche l’enoturismo racconta un settore centrale per i territori, con circa 15 milioni di persone e un giro d’affari stimato di 3 miliardi. Un’opportunità enorme, che porta con sé interrogativi sul sovraffollamento e sull’impatto sulle campagne.

La serata romana ha messo sotto i riflettori le strategie per resistere alla crisi climatica: agricoltura rigenerativa, tecniche di precisione, risparmio idrico, gestione attenta dei suoli, uso intelligente dell’agrivoltaico tra i filari, riduzione delle emissioni lungo la filiera. Importante anche il richiamo al programma nazionale VIVA, che certifica la sostenibilità delle aziende e accompagna gli operatori con percorsi formativi dedicati.

I calici serviti sulla terrazza non hanno raccontato soltanto profumi e territori. Hanno dato volto a un modello di leadership in cui figure come Manuela Zennaro rappresentano una generazione di professioniste che non accetta più di restare sullo sfondo in un mondo per troppo tempo raccontato quasi solo al maschile.

Buggerru e il Sulcis: un’enciclopedia, un mare di sapori e una squadra di donne

Lo stesso giorno, a Buggerru, la Delegazione Sardegna dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino ha costruito una giornata dedicata alle eccellenze dell’isola, in collaborazione con il Ristorante San Nicolò e con il patrocinio del Comune.

Al centro, la presentazione dell’“Enciclopedia Enogastronomica della Sardegna”, firmata dall’antropologa culturale Alessandra Guigoni, socia delle Donne del Vino. Un lavoro enciclopedico in formato digitale, con centinaia di pagine, voci dedicate a prodotti e ricette storiche e una vasta mappa delle aziende vitivinicole e agroalimentari sarde.

Il programma è stato pensato come un percorso. La giornata è iniziata con la visita alla Galleria Henry, galleria mineraria ottocentesca affacciata sul mare, simbolo della memoria industriale del territorio. A seguire, nell’Aula Consiliare del Comune, Alessandra Guigoni ha presentato la sua Enciclopedia, introdotta dalla vice delegata Cristina Mamusa, con i saluti istituzionali della sindaca Laura Cappelli.

A tenere insieme i fili del progetto, la delegata regionale Nina Puddu, guida della Delegazione Sardegna, e Cristina Mamusa, titolare di “Le strade del gusto”, realtà attiva nel turismo enogastronomico. Accanto a loro, la ristoratrice Rossella Cavassa, socia delle Donne del Vino e anima del Ristorante San Nicolò, che ha trasformato il pranzo in un racconto per piatti.

Il menù ha fatto parlare il Sulcis con un crescendo di sapori: tortino di carciofi sardi e Mustazzeddus al pomodoro in abbinamento al metodo classico Solais della Cantina di Santadi, poi hummus di ceci di Musei con polpo e i tradizionali Sappueddus di farina integrale, preparati dal vivo dalla cuoca Chiara Cogotti, da anni impegnata nella promozione della cucina sarda. In abbinamento, Froris, Carignano del Sulcis DOC rosato della Cantina di Santadi.

Il secondo piatto, tonno cotto a vapore con cipolla e galletta carlofortina, è stato proposto insieme a due rossi dal carattere deciso, Rocca Rubia della Cantina di Santadi e Mommotino della Cantina Gibadda. In chiusura, pasticceria secca sarda e le tradizionali Pastiglie di Iglesias accompagnate dal passito Sorbino della Cantina Gibadda.

Anche dietro le etichette ci sono volti precisi. La Cantina di Santadi è entrata recentemente nell’Associazione grazie a Chiara Atzeni, responsabile dell’hospitality, mentre la Cantina Gibadda porta la firma della socia Patricia Vidotto, che ad Arbus ha costruito un’azienda dedicata ai vitigni autoctoni e alle esperienze enoturistiche.

Un’Italia del vino sempre più verde e sempre più al femminile

Guardate insieme, Roma e Buggerru disegnano l’immagine di un’Italia del vino che non punta soltanto a produrre bottiglie di successo, ma usa il calice come strumento per parlare di ambiente, comunità e diritti.

Nel Lazio, il lavoro condiviso tra Earth Day Italia, l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino e figure come Manuela Zennaro ha mostrato quanto siano cruciali i dati, la formazione e la trasparenza verso chi acquista.

In Sardegna, la squadra formata da Nina Puddu, Cristina Mamusa, Rossella Cavassa e Alessandra Guigoni, con il sostegno di Laura Cappelli e il contributo di Chiara Cogotti, Chiara Atzeni e Patricia Vidotto, ha raccontato un territorio che attraverso cibo e vino costruisce un nuovo modo di accogliere, valorizzare e ricordare.

In entrambe le storie, il vino è molto più di una degustazione. È un linguaggio che permette di affrontare cambiamento climatico, turismo, lavoro, parità di genere e tutela dei paesaggi. Un filo verde, e dichiaratamente rosa, che unisce calici, territori e persone e che mostra come una parte importante del futuro del vino italiano passi già oggi attraverso le scelte, le competenze e le visioni delle sue donne.

Articolo a cura di Barbara Guarini

Fabio Tocco

Editore Roma Exclusive