Inclusione, umanità e futuro con la prima edizione della sfilata “Trame d’Identità” , il progetto, ideato e promosso dal giovanissimo stilista italo-algerino Dalil Douache. Roma, maggio 2026 – Domenica 17 maggio, al Campidoglio, l’alta moda ha incontrato l’inclusione sociale in una serata in cui moda, artigianato e sostenibilità hanno celebrato l’unicità di ogni identità.

Unendo emozione, savoir-faire e un tocco umano, lo stilista italo-algerino Dalil Douache ha dato vita alla prima edizione di “Trame d’Identità. La bellezza non ha una forma unica”, presentando una sfilata davvero unica nata dal desiderio di celebrare la bellezza autentica: una bellezza che segue i valori piuttosto che le forme.

In vista della seconda edizione, che si terrà sempre a Roma nel maggio del prossimo anno (2027) con l’obiettivo di diventare un appuntamento fisso nel calendario annuale della Città Eterna, coinvolgendo ogni volta partecipanti diversi, Douache è riuscito in questo “debutto” a portare sotto i riflettori marchi e organizzazioni che hanno trasformato la Sala della Protomoteca in uno spazio di incontro e rinascita.

I prossimi passi per l’anno in corso prevedono una serie di iniziative oltreoceano che permetteranno a Douache di portare in giro per il mondo il patrimonio italiano con un cuore algerino, in nome di un lusso consapevole e profondamente radicato nell’identità, perfettamente incarnato dalla sua ultima collezione Soul Couture.

Un tripudio di tessuti trasparenti abbinati a broccati, voile, pietre preziose e silhouette fluide. Con la partecipazione dell’associazione “Modelli Si Nasce Autism Onlus” e di Maria Cristina Masi, assessore di Roma Capitale, che ha dato il via all’evento con il suo discorso ufficiale, TRAME D’IDENTITÀ ha accolto come ospite d’onore anche l’attrice e modella Giorgia Fiori.

A dare vita alla passerella sono stati i marchi Anjoy, fondato nel 2024 dalla stilista torinese di origini brasiliane Joyce Canova; Mery Blue, con le sue borse di lusso realizzate a mano; Camilla Milano, un sofisticato marchio di sartoria campana; Marina Corazziari, eclettica designer di gioielli di fama internazionale; Edran, che ha presentato una collezione ispirata al mondo oscuro; E Gabriella Romeo, che ha incantato il pubblico con i suoi abiti sartoriali, fondendo l’eleganza romana con il fascino magnetico dell’Arabia Saudita.

«Le collezioni presentate sono state un omaggio alle infinite sfumature della bellezza: autentica, imperfetta, libera da convenzioni e definizioni. Ogni abito raccontava una storia di identità, coraggio, maestria artigianale e visione. Sono consapevole e orgogliosa che questo evento sia andato oltre la moda, presentandosi come un vero e proprio manifesto umano e culturale. Un messaggio di pace, convivenza e speranza. Un invito a riconoscere il valore delle differenze e a trasformarle in forza creativa», ha dichiarato l’ideatrice del progetto, Dalil Douache.

Dopo alcuni anni difficili, tornare a creare, condividere e mettere in mostra ha assunto un significato ancora più profondo: scegliere la vita, scegliere la bellezza come atto di rinascita. Trasformare le ferite in fessure attraverso cui far entrare nuova luce.

In una Roma eterna e simbolica, il Campidoglio è così diventato il palcoscenico di un’emozione collettiva, dove la moda ha smesso di essere solo estetica per diventare un linguaggio universale di inclusione, umanità e futuro.

Credits

Creative Director – @douache_dalil

Art Director –  @douache_dalil @_giuliabrunello @d4n1el4_p3p3

Ph – @laralibertiphoto

MUA: @eysha.makeup @lavely.png @iramrahman__ @martamakeupartist_

Hairstylist: @stefan.garofoli @giulietta_hairstylist

Fabio Tocco
Editore Roma Exclusive