Esposizione di grande rilievo artistico e culturale nella Capitale grazie ai capolavori di Pablo Picasso che saranno visibili sino al 29 giugno presso Palazzo Cipolla a Roma. “Picasso lo Straniero”, iniziativa ideata da Annie Cohen-Solal, curatrice della mostra insieme a Johan Popelard del Musèe National Picasso- Paris, è un percorso che esplora l’esperienza di Picasso in Francia, dove l’artista spagnolo visse sempre nella condizione di “straniero”, non riuscendo mai ad ottenere la cittadinanza francese nonostante la sua fama ed influenza in campo artistico. La mostra, organizzata da Fondazione Roma con Marsilio Arte al Museo del Corso – Polo Museale, ispirata al libro “Picasso: una vita da straniero” di Annie Cohen-Solal, ripercorre i principali eventi della vita di Picasso in Francia, narra la sua condizione di “immigrato”, esplora le sue posizioni politiche e illustra gli influssi che tali vicende hanno avuto nel suo percorso da artista. “Perché, nel 1914, settecento dei suoi più bei dipinti cubisti sono stati confiscati e, successivamente, venduti all’asta? Perché, nel 1940, mentre è ormai amato e rispettato nel mondo intero, la richiesta di naturalizzazione che ha inoltrato in Francia viene respinta? Queste domande insieme a molte altre domande, finora lasciate senza risposta, vengono affrontate e risolte in questa mostra per la prima volta”, dice Annie Cohen-Solal.

Con la Francia Picasso ha vissuto un rapporto di certo ambivalente. Difficile fu per lui imporsi come cittadino francese, ma allo stesso tempo proprio quell’ambiente, specie quello parigino, rappresentarono per il grande pittore un terreno straordinariamente fertile allo sviluppo della sua arte, fornendo all’artista molteplici stimoli, vitali per la sua crescita creativa e per la varietà della sua produzione. Gli ambienti frequentati e i personaggi incontrati in Francia hanno scandito il percorso artistico di Picasso, riflettendosi nei famosi “periodi” che hanno caratterizzato il suo sviluppo. La produzione matura di Picasso iniziò con il “Periodo blu”, un momento di crisi emotiva che fece seguito al suicidio dell’amico Casagemas, motivo per il quale l’artista decise di stabilirsi a Parigi. L’esperienza del lutto si riflette nell’utilizzo preponderante di toni cupi ed espressioni malinconiche.

Seguì il “Periodo rosa”, caratterizzato da toni più caldi e figure tenere, frutto delle sue esperienze sentimentali. Il “Periodo del cubismo”, che si aprì con l’opera “Les Demoiselles d’Avignon”, fu il risultato dell’influenza dell’arte africana e iberica e dell’incontro con artisti e poeti parigini che alimentarono la tensione all’astratto pittorico. Fece seguito il “Periodo Neoclassico”, ispirato all’arte greca e romana, che infusero nei suoi quadri armonia e forme classiche. Picasso, in visita in Italia nel 1917, rimase affascinato dall’arte classica e rinascimentale italiana, e se ne lasciò plasmare. «La primavera romana di Picasso nel 1917 rimane un momento storico di rinascita per l’artista “straniero”, dopo la confisca nel 1914 delle sue opere cubiste dal governo francese» commenta Annie Cohen-Solal. Il “Periodo Surrealista” segna un nuovo cambio di direzione nelle scelte artistiche del pittore, che, colpito dalle vicende politiche spagnole e internazionali, torna ad instillare nelle sue opere deformazioni, figure mostruose e toni cupi.

La mostra di Roma riporta in vita il cammino tortuoso e diversificato dell’artista sia dal punto di vista umano che artistico, attraverso una raccolta di oltre 100 opere – con un nucleo inedito – e una sezione dedicata alla primavera romana del 1917, oltre a un approfondimento sulla ceramica come pratica sovversiva. Dipinti, sculture, disegni, ceramiche, fotografie, documenti, che presentano il percorso di Picasso straniero, prese in prestito dal Musée national Picasso-Paris, principale prestatore, dal Palais de la Porte Dorée, dal Museu Picasso Barcelona, dal Musée Picasso di Antibes, dal Musée Magnelli – Musée de la céramique di Vallauris – e da storiche collezioni private europee.  A queste si aggiunge una selezione di opere inedite di Picasso per la sola tappa di Palazzo Cipolla, la terza in Italia, dopo il Palazzo Reale di Milano e Palazzo Te a Mantova. “Si tratta di una mostra di altissimo prestigio, con una risonanza internazionale, che rappresenta un segno di grande riconoscimento che il nostro spazio museale si è conquistato in brevissimo tempo.” commenta Franco Parasassi, Presidente di Fondazione Roma.

La mostra “Picasso, lo straniero” racconta l’identità personale, artistica e politica di Picasso rendendo omaggio al grande artista del Novecento, rimasto per tutta la vita uno “straniero”.

Articolo a cura di Cetty D’Angelo