Un mondo sommerso dove storia, mitologia e immaginazione si intrecciano.

È questo il fulcro di Aquae Mirabiles, l’installazione immersiva presentata da Buccellati in occasione della Milano Design Week 2026.

Curata da Federica Sala e progettata da Balich Wonder Studio, è stata realizzata con la collaborazione di Luke Edward Hall, che attraverso i suoi disegni ha trasformato il concept in una realtà concreta e suggestiva. All’esterno, i visitatori possono ammirare una facciata che si presenta come un autentico teatro delle acque, dalle pareti di tonalità acquamarina e nicchie con figure mitologiche. Fin dall’ingresso, l’installazione chiarisce la propria ambizione: trasformare la storia del caviale italiano in un racconto visivo stratificato, capace di attraversare epoche, simboli e tradizioni.

Il percorso si sviluppa come un’immersione progressiva: dalle divinità della mitologia romana come Nettuno, le Naiadi e il dio del fiume Tevere, si passa a un ambiente dominato dalle profondità marine. Storioni in argento che emergono da trame ispirate agli abissi, luci soffuse e riflessi metallici conducono il visitatore in un’atmosfera sospesa e rarefatta, dove la materia diventa atmosfera.

Il culmine della narrazione è il salone centrale, concepito come un sontuoso banchetto sommerso. Una tavola modellata come un’onda accoglie l’intera collezione Caviar: posate, posate, vassoi, ciotole, piatti, glacette, flûte e bicchieri in vetro di Murano si inseriscono in un suggestivo paesaggio di correnti marine e bagliori dalle tonalità profonde di blu, turchese e smeraldo.

Sulle pareti, il tratto di Luke Edward Hall costruisce un racconto allegorico che attraversa la storia del caviale in Italia: dall’antichità romana ai ricettari papali, fino alle suggestioni rinascimentali e alle leggende milanesi, come il celebre banchetto ideato da Leonardo da Vinci per le nozze tra Ludovico il Moro e Beatrice d’Este.

Tuttavia,  il vero protagonista dell’esposizione è il motivo a microsfere della collezione Caviar.

Da sempre presente nelle creazioni di argenteria e gioielleria della Maison, qui la texture assume il ruolo di principio generativo dell’intera installazione, trasformando l’argento in una materia vibrante e dinamica. La microsfera, ottenuta attraverso una fitta costellazione di sfere realizzate a mano, diventa quindi un dispositivo formale che consente a Buccellati di tradurre un elemento naturale in un vero e proprio linguaggio.

L’espressione più emblematica di questa ricerca è il Cratere delle Muse, un’opera realizzata nel 1981 da Gianmaria Buccellati: una coppa in argento, oro, giade e zaffiri, che rappresenta non solo un pezzo unico nel suo genere, ma anche e soprattutto un punto di riferimento imprescindibile nel percorso della Maison.

Aquaе Mirabiles si rivela così molto più di una semplice scenografia: è una rappresentazione dell’identità di Buccellati, in cui racconto, tecnica e materia convergono in un sistema coerente. Lo storytelling, pur centrale, non rimane mai fine a se stesso, ma si traduce costantemente in superficie, luce e lavorazione. Una dimostrazione di come il vero lusso risieda nella capacità di trasformare un immaginario in un linguaggio riconoscibile.

Articolo a cura di Laura Astrologo Porché
@journaldesbijoux
Fabio Tocco 
Editore Roma Exclusive