Domenica 3 maggio si è conclusa la mostra “Codice RJW / Memoria Futura”, ospitata negli spazi di Villa Fiorentino a Sorrento dal 21 marzo 2026. L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Fondazione Sorrento e Stylo Project, ha rappresentato il manifesto di cinque anni di attività della Roma Jewelry Week (RJW), celebrando il gioiello contemporaneo come linguaggio autonomo, strumento di pensiero e veicolo di memoria e visione futura.

Promossa dall’Associazione Culturale InCinque Open Art Monti e curata dall’Architetto Monica Cecchini, la mostra ha ripercorso le edizioni della RJW dal 2021 al 2025, trasformando Villa Fiorentino in un laboratorio diffuso di idee, materiali e sperimentazione. Attraverso le opere di oltre 50 artisti, designer e maestri orafi, l’esposizione celebra il gioiello contemporaneo come linguaggio autonomo e strumento di pensiero, superando la funzione ornamentale per trasformarsi in veicolo di idee, memoria e visione futura.

Inserita nel programma “Materia e memoria” della Fondazione Sorrento, la mostra ha esplorato la capacità del gioiello contemporaneo e dell’arte orafa di interpretare il futuro a partire dal patrimonio di tecniche antiche e dalle avanguardie del passato. A impreziosire il percorso espositivo è stata anche la presenza di AUREA ROMA, il collettivo di orafi e designer romani che ha rappresentato un ponte ideale tra la tradizione capitolina e l’innovazione del linguaggio contemporaneo.

Tra i progetti più significativi presentati, “Jewels for Freedom” – ideato e curato da Monica Cecchini per InCinque Jewels e RJW in collaborazione con l’artista Elina Chauvet, Alessio Boschi, Paolo Mangano, Alessia Crivelli e i Resident di Incinque – ha trasformato il gioiello in uno strumento di attivismo sociale, sensibilizzando il pubblico sul tema della violenza contro le donne e di genere.

IL DIALOGO DI CHIUSURA CON ALESSIA CRIVELLI: UNA COLLABORAZIONE FONDAMENTALE
Momento culminante del finissage, sabato 2 maggio, è stata la conversazione con Alessia Crivelli, partner della RJW, come rappresentante della Fondazione Mani Intelligenti e della Valenza Jewelry Week, evento realizzato in collaborazione con la Fondazione SLALA e il Comune di Valenza.
L’associazione Rumore, con Mariolina Costagliola, ha organizzato un significativo incontro volto a valorizzare il patrimonio immateriale di Sorrento. L’appuntamento ha coinvolto due artigiani del territorio, Gennaro Mastellone e Guarracino Antonino, esperti di intarsio. Un’importante occasione di confronto con Alessia Crivelli, che ha arricchito la discussione grazie all’esperienza maturata con la Fondazione Mani Intelligenti.
Un momento di dialogo che rafforza il sistema di relazioni e collaborazioni al centro del Codice RJW, configurandosi come un eco sistema che crea community e genera opportunità di collaborazione, appuntamento eccezionale per addetti ai lavori e appassionati: una realtà consolidata che promuove la cultura dell’eccellenza, guardando al futuro con responsabilità e creatività. Alessia Crivelli ha ricoperto e ricopre ruoli strategici nel panorama della gioielleria contemporanea: è Direttore Generale di Crivelli Gioielli, maison di alta gioielleria fondata dal padre Bruno Crivelli nel celebre distretto orafo di Valenza. Affianco al padre, guidano l’azienda con una visione strategica; è vicepresidente di Confindustria Federorafi con delega alla formazione, presidente della Fondazione Mani Intelligenti, dedita alla valorizzazione dei giovani talenti.

Nel corso dell’incontro, Crivelli ha ripercorso la genesi di questa alleanza culturale, sottolineando come il “Codice RJW” – inteso come grammatica visiva condivisa – abbia saputo generare una rete virtuosa e in continua espansione. La collaborazione tra RJW e Valenza Jewelry Week, ha ricordato Crivelli, rappresenta oggi un modello di sistema capace di unire due poli creativi e produttivi fondamentali per l’arte orafa italiana.
«La Roma Jewelry Week – ha dichiarato Alessia Crivelli – non è mai stata una semplice vetrina, ma un vero e proprio laboratorio di pensiero. La nostra collaborazione, nata anni fa, ha permesso di creare ponti tra territori, generazioni e saperi diversi. “Memoria Futura” non è solo il titolo di questa mostra, ma la cifra di un modo di lavorare: custodire la memoria delle tecniche e delle idee per proiettarla nel domani. È stato un privilegio partecipare a questo percorso e vedere come il gioiello possa diventare strumento di racconto, identità e cambiamento. Sono davvero felice di trovarmi in questa location magnifica, per il finissagge di una mostra così affascinante. Con gioia e onore, posso affermare che Sorrento e la Fondazione Sorrento rappresentano il palcoscenico ideale per celebrare e suggellare la mia collaborazione con la Roma Jewelry Week.»
L’incontro di sabato ha inoltre rafforzato il sistema di relazioni al centro del progetto RJW, che negli anni ha visto collaborazioni con la Fondazione Mani Intelligenti, l’Università e Nobil Collegio degli Orefici, Milano Fashion&Jewels, Federpreziosi Roma, IED Roma, Accademia Italiana, Minoss Jewelry Academy, Beijing Institute of Fashion Technology e Assemblage School.
In questa direzione si è consolidata la collaborazione con la Fondazione Sorrento e con lo studio Stylo Project e l’associazione Rumore Art Club che ha organizzato un concorso fotografico per il finissage della mostra “Materia e memoria” con giudice artistico Monica Cecchini e Giudice Tecnico Chiara Russo.
Cogliamo l’occasione per ringraziare l’avvocato Gaetano Milano.
LA MOSTRA IN NUMERI E PRESENZE
Durante l’opening, la mostra ha visto la partecipazione di ospiti di rilievo, tra cui Laura Astrologo Porche ed Enzo Liverino in rappresentazione di Liverino, un’azienda familiare italiana con oltre un secolo di storia, nata dalla passione, dalla maestria artigiana e dallo spirito intraprendente della famiglia Liverino, dal 1894 una delle realtà più prestigiose al mondo nella lavorazione del corallo e dei cammei, l’azienda ha saputo coniugare l’altissima tradizione artigianale campana con un design contemporaneo, diventando un punto di riferimento internazionale per l’eccellenza dell’ “oro rosso.

Durante l’apertura ha presentato il libro “Sciacca Corallo: Storia, Seduzione e Sostenibilità” un’ulteriore opportunità di condividere la storia la scienza e l’eredità culturale di uno straordinario materiale Mediterraneo.
IL FUTURO: L’ANNUNCIO DEL TEMA 2026
Durante l’opening della mostra, era stato anticipato il tema che guiderà la prossima edizione della Roma Jewelry Week, prevista per il 2026: “La corona dell’ingegno. Il gioiello come racconto della storia dell’arte e della cultura italiana negli ultimi 80 anni.” Un tema che consacra la RJW come piattaforma critica, invitando artisti e designer a interpretare l’evoluzione del gusto, del design e del pensiero italiano dal dopoguerra a oggi.

L’esposizione ha visto la partecipazione di numerosi artisti – tra cui Riccardo Alfonsi, Allegra Collection, Atelier Jen, Hani Baayoun, Ivan Barbato, Alessio Boschi, Myriam Bottazzi, Glauco Cambi, Elina Chauvet, Simone Cipolla, Livia D’Agostino, Simone Della Bella, Dettaglidattimi, Elena Donati, Renata Dragusin, Elledi Gioielli, Ellence, Chiara Fenicia, Antonio Fontana, Michele Forlenza, Angela Gentile, Melania La Via, Emanuele Leonardi, Francesca Luciani, Les Mascarones, Paolo Mangano, Matuta Gioielli, Orietta Montanari, Antonio Moramarco, Isabella Muccini, Riccardo Palliola, Cristiana Perali, Ana Petrova, Tania Marta Pezzuolo, Anna Pinzari, Andreia Popescu, Ramide Jewels, Luigina Rech, Ines Reynoso, Francesco Ridolfi, Sognando lo Scirocco, Hiromi Suter, Tribal Beat, Rossella Ugolini, Marco Fabio Verdastro, Lorella Verrillo, Matteo Vitali e Zilfi. Inoltre, Marco Fabio Verdastro ha presentato l’orologio “Slow Life”, progettato in collaborazione con Monica Cecchini. “Slow Life” non è uno strumento per misurare il tempo, ma un promemoria filosofico da polso. È la reazione poetica all’ansia da produttività, alla tirannia delle scadenze e alla frammentazione del nostro tempo in slot di impegni. Non indica quando sei, ma come sei nel tempo. Il suo scopo è dilatare il presente, ricordando a chi lo indossa che la pienezza di un momento non si misura in minuti, ma in intensità e consapevolezza. Non incatena le ore, ma celebra il loro fluire, trasformando un promemoria di scadenze a una finestra sulla meraviglia cromatica ed emotiva del giorno. È l’antitesi del time management e l’apoteosi del time being.
Con numerosi visitatori e una partecipazione significativa di addetti ai lavori, studenti e appassionati, ‘Codice RJW / Memoria Futura’ si è confermata non solo una celebrazione, ma anche un momento importante per il futuro del gioiello contemporaneo in Italia.
Per l’occasione è stata inaugurata la nuova collaborazione tra Incinque Open Art Monti e Labout Sorrento, che espone nello studio interdisciplinare molti artisti resident della galleria Incinque Jewels.
ROMA JEWELRY WEEK- Ass. culturale INCINQUE OPEN ART MONTI
Laura Astrologo Porché
@journaldesbijoux
Fabio Tocco
Editore Roma Exclusive

































