Cinque giorni, tre collezioni, un solo racconto: quello della bellezza. Dolce & Gabbana hanno portato il loro Grand Tour nella Capitale, facendo della città un tempio vivente dell’arte, dell’eleganza e della memoria. Dopo anni di attesa e preparazione, la maison ha realizzato il sogno più ambizioso: raccontare Roma attraverso il linguaggio della moda più preziosa, quella che intreccia storia, artigianato e visione.
Con la collezione di Alta Gioielleria, quella di Alta Moda e infine l’interpretazione teatrale dell’Alta Sartoria, Roma è stata attraversata da una scia luminosa di stile e cultura. Il tutto racchiuso in tre serate pensate per i clienti e gli ospiti più esclusivi, precedute da un evento inaugurale indimenticabile e chiuse da una festa epica a Cinecittà.

Un inizio sotto le stelle di via Veneto
Nel cuore della Roma che fu di Fellini, l’atmosfera si è fatta magica sin dalla prima sera. Via Veneto si è animata come negli anni d’oro della Dolce Vita, tra auto d’epoca, band jazz, ballerini e flash che restituivano quella disinvoltura elegante che ha reso questa strada famosa nel mondo. La mostra fotografica Secret Dolce Vita, a cura di Edoardo Dionea Cicconi, ha dato il via ai festeggiamenti. Per la prima volta, il pubblico ha potuto accedere a una raccolta inedita di immagini che raccontano la Roma più autentica degli anni Cinquanta e Sessanta, quella dei salotti borghesi, dei divi di passaggio e delle notti senza orologio.

Ma il vero colpo di teatro è arrivato sul finale: un concerto a sorpresa di Cher. La leggenda della musica ha intonato i suoi brani più iconici davanti a una platea ristretta di ospiti, tra cui Christian Bale, in un’inaspettata apparizione con la moglie e la figlia, che avrebbe poi sfilato per la maison. Accanto a lui, l’eleganza senza tempo di Isabella Rossellini, la presenza discreta ma riconoscibile di Anna Wintour, l’autorevolezza di Helen Mirren e la vivacità internazionale di Erling Haaland con Isabel Haugseng. Un mosaico di presenze che ha subito raccontato il tono dell’intera settimana: esclusivo, ma mai distante.
Alta Gioielleria: luce italiana nei saloni dell’Excelsior
La seconda serata avrebbe dovuto svolgersi a Villa Adriana, ma il meteo ha cambiato i piani. Un violento temporale ha costretto lo staff a spostare l’esposizione dell’Alta Gioielleria all’interno dell’hotel Excelsior, proprio su via Veneto. Nessun imprevisto però ha scalfito la magia.

Nelle sale dell’albergo, le teche brillavano di pezzi unici, gioielli capaci di raccontare non solo il gusto della maison, ma anche la stratificazione storica e culturale di Roma. Le collane, gli orecchini, i bracciali erano ponti tra l’Egitto e la Magna Grecia, tra l’Impero Romano e il Rinascimento, tra le dive del cinema neorealista e le madonne delle navate romane. In un paio d’ore, molte creazioni erano già sparite: non rubate, ma acquistate con entusiasmo, tanto che alcune invitate le indossavano già alla sfilata del giorno successivo.
L’Alta Gioielleria non è stata solo una dimostrazione di lusso, ma un tributo profondo al saper fare italiano, un linguaggio di pietra e oro che restituisce valore alla lentezza, alla precisione, alla cura.
Alta Moda: la sfilata sulla via Sacra
Quando la moda diventa rito, accade qualcosa che non può essere raccontato semplicemente con parole come “sfilata” o “passerella”. Ai Fori Imperiali, sulla via Sacra, le modelle di Dolce & Gabbana hanno attraversato secoli di storia con abiti che erano visioni, ricordi e sogni. Le rovine dell’antica Roma hanno fatto da cornice a una collezione pensata per dialogare con il tempo.

Dalle vestali alle dive degli anni Cinquanta, ogni look racchiudeva tecniche artigianali che sfidano il concetto stesso di contemporaneità. Le pieghe ricordavano le statue, i corsetti sembravano armature cerimoniali, i ricami donavano tridimensionalità e ritmo alla silhouette. L’effetto era quello di una messa in scena sacra, ma intima, dove ogni abito sembrava sussurrare una storia.
Un’occasione per rivelare il progetto della maison che intende illuminare in modo il Foro Romano e il Palatino entro il 2029. Una dimostrazione del forte legame la Città Eterna.
Alta Sartoria: silenzio, colore e preghiera a Castel Sant’Angelo
Al tramonto, quando la pietra si scalda e l’aria vibra, Castel Sant’Angelo ha aperto le sue porte all’Alta Sartoria firmata Dolce & Gabbana. La collezione, concepita come un omaggio all’imperatore Adriano e al rigore della sartoria ecclesiastica, ha sfilato in un silenzio quasi liturgico.

Gli abiti sembravano evocare non solo la religiosità, ma anche la memoria collettiva di Roma. Moiré jacquard per imitare il marmo, tessuti ricamati con perle e croci, stoffe rare recuperate da antiche biancherie religiose. Ogni dettaglio era parte di una stratificazione simbolica. Oltre cento uscite, accompagnate da comparse in abiti ecclesiastici, hanno reso la sfilata un vero affresco teatrale della nostra identità. Castel Sant’Angelo, per secoli ponte tra potere temporale e spirituale, è diventato per una notte la cattedrale della bellezza.
Il lavoro dietro le quinte è stato imponente. Le maestranze della Sartoria Tirelli hanno affiancato la maison nella realizzazione delle vesti, riconfermando l’eccellenza del “fatto a mano” italiano. Una collaborazione fondamentale per mettere in evidenza, ancora una volta, il profondo legame tra moda, tradizioni, ricerca estetica e cultura.

Il gran finale a Cinecittà: Roma torna protagonista del sogno
A chiudere questa lunga maratona è stata una festa a Cinecittà. Un party che è stato insieme celebrazione e dichiarazione d’amore. Gli studi cinematografici, cuore pulsante dell’immaginario italiano, si sono trasformati in un universo onirico dove convivevano la Roma antica, la Suburra, le scenografie di Fellini e l’eleganza decadente del Novecento.
Tra statue di cartapesta e giardini romani ricostruiti, ospiti e modelle hanno danzato in un’atmosfera sospesa, irreale, fatta di sogno e concretezza. La musica, le luci, i costumi: tutto parlava la lingua del grande cinema italiano, quello che Roma ha saputo esportare nel mondo.

Tra il folto pubblico di vip, stilisti, attori e mecenati, si respirava un senso di chiusura perfetta. Non un epilogo, ma una promessa. Quella che Roma, con la sua bellezza stratificata e il suo cuore generoso, è ancora capace di stupire. E che la moda, quando sa emozionare senza eccessi, può diventare arte pubblica, patrimonio condiviso.
Perché Roma? “Roma è bellezza assoluta, dove tutto sta bene con tutto”. La risposta di Domenico Dolce alla conferenza stampa di presentazione dell’evento è stata eloquente. “Il titolo di questi cinque giorni è ‘Il trionfo della bellezza’”. Inoltre, Roma al contrario si legge Amor, quale luogo migliore per esprimere la passione e l’amore che Domenico Dolce e Stefano Gabbana mettono in tutto ciò che fanno, insieme a tutta la grande famiglia della Maison.
Contenuti a cura di Fabio Tocco Editore
Articolo a cura di Barbara Guarini









