Venerdì 13 giugno, sotto un cielo romano già intriso d’estate, il Ponte Milvio Padel ha cambiato pelle. Da Circolo sportivo, si è trasformato in palcoscenico su cui si è svolta una sfida speciale: quella tra grandi firme, voci note, volti conosciuti, che ogni giorno ci raccontano di sport, economia, attualità e cultura. Questa volta, però, le penne sono rimaste nelle redazioni, lasciando spazio a racchette e palline. Il torneo Grandi Firme 2025 è tornato, più vivo che mai, regalando al pubblico una giornata di sport autentico, competizione leale e passione condivisa.

Dodici redazioni in campo, tra racchette e amicizia

Dodici squadre, tutte formate da giornalisti provenienti da quotidiani, tv, radio e agenzie stampa, si sono date appuntamento per onorare una tradizione che affonda le sue radici nel 1986. Un tempo era il calcio a cinque a scandire le sfide, oggi è il padel a dettare il ritmo di gioco. Vivace, inclusivo, travolgente: uno sport che ha saputo elaborare l’eredità del passato trasformandola e rinnovandola nel presente. Ogni partita è diventata una cronaca vissuta, dove i protagonisti si sono scambiati ruoli e prospettive.

Un luogo che racconta il nuovo volto dello sport

La location non è stata scelta a caso. Il Ponte Milvio Padel è oggi un luogo iconico della capitale, grazie anche alla visione di Dario Marcolin, ex calciatore professionista e oggi volto noto del commento sportivo. È qui che l’anima del torneo ha trovato la sua cornice ideale: un mix d’atmosfera conviviale e spirito sportivo. Tra un match e l’altro, il circolo si è riempito di racconti a bordo campo, sorrisi tra colleghi e uno spirito di comunità raramente visibile in eventi professionali.

Gioco vero, spirito sano: padel ad alta intensità

Fin dalle prime partite si è capito che non sarebbe stata una semplice passerella. Il livello tecnico, l’impegno e la voglia di far bene hanno reso ogni sfida emozionante. Tra bandeje e volée, tra recuperi al volo e colpi d’astuzia, i giornalisti hanno dato vita a uno spettacolo che nulla aveva da invidiare ai tornei ufficiali. Importanti testate giornalistiche hanno formato le 12 squadre, di seguito in ordine sparso i giornalisti scesi in campo: Recanatesi, Terrenato e Aiello per il Corriere dello Sport; Di Natale e D’Alessandro per il SuperTennis; Giustiniani e Causio per Radio Tv Serie A con RDS; Innocenti e Di Meo per l’Ansa; Capponi e Sommella per Milano Finanza; Orsini, Pirozzi e Metalli per Rai Sport; Pellacani e Stolfi per La7; Piacentini e Piccheri per Retesport; Milano, Ratiglia e Vaccarelli per Rai Radio 1; Tucci, Tanturri e Mobili per il Sole 24 Ore; Russo, Spena, Bozzacchi per Urania Tv; Ruffo, Rojas e Puglielli per Mi Manda RaiTre.

La finale: tecnica, grinta e un tocco di spettacolo

La tensione è salita nel corso del pomeriggio, fino alle semifinali. A giocarsele sono state Urania TV contro SuperTennis e Rai Sport contro Rete Sport. Due sfide combattute punto su punto, in cui la determinazione ha fatto la differenza. In finale, la squadra di Urania TV ha avuto la meglio su Rai Sport, portando a casa il titolo con merito e festeggiamenti contenuti ma sentiti. Un risultato che ha raccontato più di una vittoria: ha sancito il valore di un torneo che mette al centro le persone prima delle testate.

Premi, riconoscimenti e un after match da ricordare

Accanto ai titoli di squadra, anche i riconoscimenti individuali hanno arricchito la giornata. Federico Ruffo (Mi Manda RaiTre) è stato premiato come miglior giocatore, Marco Terrenato (Corriere dello Sport) per il gesto tecnico più elegante, mentre Alessandro Pirozzi (Rai Sport) ha ricevuto il premio speciale Roma Exclusive Magazine Targhe simboliche che celebrano il talento ma soprattutto l’impegno e lo spirito del torneo. Nessuna medaglia al collo, ma sguardi soddisfatti e patti silenziosi per la prossima edizione.

Sport, sponsor e convivialità: la forza della rete

A sostenere e rendere l’evento ancora più godibile ci hanno pensato gli sponsor. Nuii, Cisalfa Sport, MSP e Roma Exclusive Magazine, che hanno contribuito a creare un’atmosfera rilassata e coinvolgente. Dopo le finali, il campo ha lasciato spazio all’incontro, al racconto ed aperitivo condiviso, la cui preparazione e’ stata curata dal rinomato Chef Giulio Zoli.

Giulio, per un pomeriggio e’ passato dai suoi amati banchi di cucina al banco del bar, dimostrando che anche in questo campo sa il fatto suo…dispensando sorrisi e gustosi cocktail ai partecipanti del torneo ed agli ospiti presenti.

Lo chef ex allievo del Gambero Rosso, dopo esperienze in giro per il mondo è tornato nella sua amata città “la Roma Exclusive”, per dare seguito al suo straordinario percorso di cucina; infatti, a breve lo ritroveremo al NOMOS, a ridosso di Campo de’ Fiori, nuovo 5 stelle di prossima apertura a Roma.

Altra presenza nota del mondo della cucina all’evento, è stata quella dello Chef della salute e del benessere Alessandro Circello, numerose le sue partecipazioni in tv, tutte dedicate alla sana alimentazione. Alessandro firma del City Lunch al Palazzo delle Esposizioni, anche in questa occasione a supporto dei giocatori ha fornito consigli e chicche per una dieta corretta, salutare e di gusto. 

Gelati, aperitivi, brindisi e strette di mano: il Grandi Firme non finisce con il fischio finale, ma continua tra sorrisi e nuove intese, come ogni evento che lascia il segno, contornato anche da un ospite d’eccellenza l’ex portiere della Nazionale Italiana Luca Marchegiani.

Una tradizione lunga quarant’anni che sa rinnovarsi

Un Comitato Organizzatore impeccabile ha curato al meglio ogni dettaglio dell’evento, in modo che tutti i giornalisti si siano sentiti attori fondamentali. 

L’aver mantenuto nel tempo questa Manifestazione di settore dove possono parteciparvi solo ed esclusivamente gli iscritti all’Albo rende il tutto unico e i giornalisti lo sentono proprio. Ringrazio pertanto ancora una volta chi ha creduto in noi e mi auguro a breve di poter ricostruire un Torneo che duri piu’ tempo e che coinvolga le redazioni di tutta l’informazione italiana e di più città, queste le parole di Franco Corapi di PieffeE20, uno dei fondatori storici. È sua l’idea, nata quasi quarant’anni fa, di far incontrare i giornalisti sul campo. Allora era calcio a cinque, oggi è padel, ma la sostanza non è cambiata: lo sport come ponte tra colleghi, come linguaggio condiviso, come momento in cui le gerarchie editoriali si azzerano. In campo non conta chi ha più titoli pubblicati, ma chi gioca con il cuore.

Il motto resta uno solo: la sfida continua

Non a caso, il motto del Grandi Firme è sempre stato “la sfida continua”. Un invito a non fermarsi mai, a confrontarsi anche fuori dalla comfort zone, a costruire legami che vanno oltre i titoli e le scadenze di redazione. È una sfida che dura tutto l’anno e che si riaccende, ogni volta, con la stessa energia. Lo dimostra il successo di questa edizione, che ha visto una partecipazione numerosa, qualificata ed appassionata e guidata dalla inconfondibile voce del noto volto televisivo Massimo Martinelli, che con assoluta capacità ha reso la telecronaca dell’evento stimolante ed appassionante.

E non è finita qui: prende vita un tour nazionale tra sport e racconti

Ora il Grandi Firme guarda avanti. L’idea è ambiziosa: trasformare l’evento in un vero e proprio tour nazionale. Otto tappe previste per il 2026, in altrettante città italiane, con lo stesso format e lo stesso spirito. Una sfida che non si ferma e promette di far crescere la community e rafforzando il legame, già solido, tra giornalismo e padel. Se Roma è stata il trampolino, il futuro è un circuito in cui ogni città può diventare teatro di nuove storie.

Quando il giornalismo gioca, il racconto cambia ritmo

Il torneo di quest’anno ha fatto scendere in campo molto più che semplici giornalisti. L’evento ha messo in luce l’umanità che regna sovrana nel giornalismo, il desiderio di condivisione, la voglia di mettersi in gioco per il semplice piacere di farlo. Ecco perché, anche stavolta, la sfida non si è conclusa con la premiazione. Continua nelle redazioni, tra le righe degli articoli, nei caffè tra colleghi, nelle chiacchiere al telefono.

Perché, quando il padel incontra la penna, nasce qualcosa che va oltre lo sport. Un dialogo collettivo che, ogni anno, trova nuove voci. E nuove firme.

Contenuti a cura di Fabio Tocco

Editore Roma Exclusive 

Articolo a cura di Barbara Guarini