La Moda, la Cultura, il Lusso. Tutto si ferma davanti al bilancio insostenibile di un anno macchiato di sangue. 

Il 2025 non è solo l’anno delle passerelle che dettano le nuove tendenze e delle anteprime cinematografiche che ci fanno sognare. È, con un orrore che ci gela il cuore, l’anno in cui il macabro conteggio dei femminicidi continua a segnare un’emergenza inaccettabile. Noi di Roma Exclusive non possiamo e non vogliamo distogliere lo sguardo. Il lusso, la moda, la cultura sono nulla senza l’umanità, la dignità e la sicurezza. Ogni donna uccisa è una ferita sulla coscienza collettiva, un monito lacerante e noi dobbiamo darle un nome per non farla svanire.

Pensiamo ad Eliza Stefania Feru, la prima vittima del 2025, il cui sorriso è stato spento appena varcata la soglia di gennaio. A Maria Porumbescu, a cui è stata strappata la possibilità di un futuro sereno. Alla giovanissima Martina Carbonaro, 14 anni, un bocciolo reciso con ferocia inaudita. A Sara Campanella, la cui vita di studentessa è stata interrotta in strada da una violenza cieca e a Daniela Coman, il cui desiderio di libertà è stato punito con l’atto estremo. L’orrore non si ferma: c’è Eleonora Guidi, 35 anni, uccisa a coltellate dal marito mentre preparava il caffè. Nadia Khaidar, 50 anni, che ha lottato per tre mesi prima di soccombere alle ferite della furia del suo ex, c’è Cinzia D’Aries, 51 anni, a Venaria Reale. Ilaria Sula, 22 anni, studentessa universitaria, la cui speranza è stata inghiottita dal buio. Ci sono i volti più recenti di Cinzia Pinna e Maria Denisa Adas, vittime di un destino brutale. E, ultimo grido straziante in ordine di tempo, c’è l’immagine di Pamela Genini, 29 anni, uccisa a Milano con una violenza inaudita nel terrazzino di casa. Ad ogni nome, ad ogni volto che il cuore registra, va il nostro pensiero più intimo e una solenne promessa di non oblio. Eleonora Guidi: 35 anni, uccisa a coltellate dal marito a Rufina (Firenze) l’8 febbraio. .A questi nomi, si aggiungono purtroppo quelli di tutte le altre donne, le cui storie non hanno avuto la stessa risonanza mediatica, ma il cui dolore e la cui assenza pesano altrettanto sul bilancio del nostro Paese.

Queste non sono storie lontane, sono le nostre sorelle, le nostre amiche, le nostre vicine. Sono la prova che il patriarcato tossico continua a mietere vittime dove l’amore dovrebbe regnare sovrano. Roma Exclusive si schiera con forza contro ogni forma di femminicidio e di violenza di genere. 

In questo coro di dolore, un ricordo risuona con particolare amarezza: quello di Chiara Poggi, uccisa nel lontano agosto del 2007 a Garlasco. Ci sono storie che non si chiudono mai davvero. Quella di Chiara è una di queste, e il ricordo del suo sorriso da laureanda è spezzato dal peso di una verità giudiziaria che per i suoi genitori, Giuseppe e Rita, non è mai stata definitiva. Continuare a lottare, a non accettare risposte che non convincono, è un atto di amore purissimo e un monito per tutti noi: la giustizia è pace, e Chiara la merita.

In molte città del mondo e d’Italia, ci sono installazioni artistiche per la sensibilizzazione contro questa piaga, come quella   installata lo scorso marzo 2025 nella Città di Grottaferrata e che sara’ visibile sino ai primi giorni del 2026.

La cittadina ha presentato l’installazione monumentale La Violenza è una Gabbia di Anna Izzo, a cura di Roberta Melasecca. 

Si tratta di un’opera monumentale ad alto impatto emotivo, raffigurante una enorme gabbia di acciaio all’interno della quale sono racchiuse due scarpette rosse – simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.

Care donne, la vostra forza è la vera rivoluzione. Non siete sole. La bellezza della vostra autonomia, la potenza della vostra intelligenza, la vostra capacità di creare e resistere: custoditele e difendetele con tutte voi stesse. Abbiate il coraggio di chiedere aiuto, di pronunciare la parola “paura” ad alta voce. Il mondo ha bisogno della vostra voce, non del vostro silenzio.

Articolo a cura di Alessandra Ventimiglia Pieri

Fabio Tocco
Editore Roma Exclusive