In una serata dal fascino istituzionale, con la presenza di ambasciatori, diplomatici e personalità internazionali, l’European Women’s International Leadership Award (EWILA), lo scorso 3 novembre ha celebrato l’eccellenza femminile a Bruxelles.

Questi sono i giorni dedicati alla violenza di genere, giorni volti alla sensibilizzazione di tutti verso un tema che sembra non conoscere fine…e che può definirsi piaga sociale.
Proprio così, la violenza sulle donne non è solo un argomento ma una vera e propria sconfitta della nostra società non solo a livello nazionale ma a livello mondiale.
Per far si che i riflettori non si spengano dopo la giornata del 25 novembre dedicata a questo tema, noi di Roma Exclusive, abbiamo deciso di raccontare un premio che celebra le donne il cui impegno contribuisce a una società più equa e inclusiva.
Otto donne, otto storie di coraggio, talento e visione, hanno ricevuto questo prestigioso riconoscimento, offrendo al mondo un esempio potente e rassicurante: la leadership femminile sa costruire ponti e non conosce confini.

A Bruxelles, dove culture, storie e identità diverse si incontrano per costruire il futuro, l’EWILA Award emerge come uno dei riconoscimenti più significativi dedicati alle donne che, con coraggio e dedizione, stanno trasformando il mondo…un faro acceso sulla resilienza, la forza d’animo e l’impegno sociale.
L’EWILA nasce con un obiettivo: rendere visibili le storie invisibili, dare voce a chi troppo spesso è rimasta nell’ombra per contesti culturali, economici o politici.
Nel 2025, questa missione è più attuale che mai, in una società che attraversa un momento complesso perché i diritti delle donne sono ancora oggetto di lotta e rivendicazione in molte parti del mondo, qui, il premio assume un significato profondo: celebrare chi ha avuto il coraggio di resistere, di creare cambiamento, di costruire nuove possibilità là dove sembravano impossibili.

Un messaggio di speranza con radici profonde
Le donne premiate EWILA sono leader formidabili e dirompenti che non cercano il palco, ma che illuminano intere comunità con il loro lavoro quotidiano. Ciò che accomuna le vincitrici è la volontà di non arrendersi davanti all’ingiustizia, di superare barriere culturali, violenze, discriminazioni e condizioni avverse: la loro forza diventa testimonianza e strumento di cambiamento.
In un mondo che spesso celebra il potere individuale, l’EWILA mostra la bellezza della leadership condivisa. Le premiate non sono semplici protagoniste: sono portatrici di comunità, di creatività, di guarigione. Dal nucleare all’arte, dallo sport alla politica, ogni percorso è un tassello di un mosaico più grande che parla di dignità, resilienza e futuro.
Perché questo premio conta
Perché non premia solo la presenza, ma l’impatto. Non celebra solo il successo, ma il seme della rigenerazione, la possibilità del cambiamento, la dignità femminile, la libertà interiore e la coscienza collettiva. In un momento storico in cui il mondo ha bisogno di donne forti, visionarie e compassionevoli, l’EWILA alza il sipario su storie che mostrano come il cambiamento reale parta dal cuore e dalla comunità.
Il vero valore degli EWILA Awards risiede nel mostrare cosa è possibile, anche quando tutto sembra remare contro. Ogni premiata diventa luce per chi ancora vive nell’ombra: per le giovani che crescono in ambienti rigidi, per le donne che subiscono violenza, per chi teme di essere giudicata, per chi non ha ancora trovato il coraggio di dire “io merito di più”.
Il premio è un incoraggiamento morale, una promessa, un atto d’amore sociale:
“La tua storia conta. La tua voce conta. Il mondo ha bisogno anche di te.”
Una giuria internazionale di altissimo profilo

Ciò che rende questo premio straordinariamente credibile e autorevole è la sua giuria eterogenea, internazionale composta da figure che da anni operano in ambiti cruciali come i diritti umani, le politiche europee, la diplomazia culturale, la cooperazione Africa-Europa e l’empowerment femminile.
Radouan Bachiri
Marocchino d’origine e da 25 anni in Belgio, porta una raffinata esperienza in public affairs e cooperazione internazionale. Fondatore dell’ONG MG, lavora da sempre per costruire ponti reali tra Africa ed Europa.
Björn Hultin
Consulente svedese specializzato in comunicazione e politiche Africa-UE. Il suo sguardo strategico arricchisce il premio di una profondità che va oltre la superficie, toccando dinamiche sociopolitiche globali.
Irene Kamanzi
Nata nell’Africa orientale, di cultura ruandese, attivista per i diritti umani e l’autodeterminazione dei popoli. Oggi impegnata nella transizione energetica equa, incarna l’unione perfetta tra visione etica e impegno civile.
Marième Fall-Albertini
Francese di origine senegalese, da anni è attiva nell’educazione e nell’empowerment delle donne. Oggi rappresenta a Bruxelles ONERA, riferimento europeo per ricerca aerospaziale e innovazione. Unisce scienza, cultura e giustizia sociale.
Frank Schwalba-Hoth
Tedesco di nascita, europeo per convinzione e cittadino del mondo nel cuore. Co-fondatore dei Verdi tedeschi e primo eurodeputato del movimento, oggi è mentore e coach internazionale. Una vita dedicata all’unione tra politica e umanità.
Svetlana Spaic
Serba d’origine, jugoslava nel cuore, cittadina del mondo per scelta. Scrittrice e curatrice culturale, lavora per superare le divisioni e trasformare le differenze in ricchezza condivisa.
Una giuria così diversificata non garantisce solo competenza, ma una prospettiva davvero globale, plurale e interculturale. Ogni membro porta con sé una parte del mondo, rendendo l’EWILA Award un crocevia di storie, identità e valori.
Un rituale speciale:
Sono passati quasi cento anni dalla prima foto dove una sola donna, Marie Curie, sedeva a fianco di uomini come Einstein. La fotografia fu scattata nel 1927 all’inizio di quello che sarebbe poi stato definito il “dibattito del secolo” sulla natura non deterministica della fisica quantistica, durante la Quinta Conferenza Internazionale Solvay su Elettroni e Fotoni, tenutasi a Bruxelles. Fu definita la fotografia più “intelligente” mai scattata.
Che questa foto del 2025 possa ispirare le donne ad avere il coraggio per ottenere un posto tra gli uomini della scienza: 100 anni di lotte, di resilienza e valori e ancora combattiamo per uguaglianza, equità, opportunità.
Le otto vincitrici 2025: otto fari di speranza

Najla Alshami (Yemen / Belgio)
È una donna di straordinaria resilienza e passione culturale.
Nata a Sanaa (Yemen), durante l’infanzia vive spostamenti continui a causa della carriera diplomatica del padre e dei conflitti nella regione e ciò plasma la sua profonda comprensione dell’identità e della diversità culturale, gettando le basi per la sua missione: preservare e celebrare il patrimonio culturale.
Lavora con importanti organizzazioni internazionali (UNICEF, GIZ, Medici Senza Frontiere…), dedicandosi al potenziamento delle comunità fragili.
Artista, curatrice e attivista culturale, Najla è cofondatrice di Yemen Art Base e International Art Base: piattaforme che salvaguardano la memoria artistica dei Paesi in conflitto. Il suo percorso testimonia come l’arte possa diventare gesto di resistenza e dignità.

Khadija Bendam (Marocco)
Con la sua Integrità ed eccellenza scientifica è un vero modello di competenza e inclusione.
Perseveranza e curiosità per le forze invisibili dell’universo, sono la sua spinta verso la scienza. Si specializza in ingegneria ambientale, radioprotezione e fisica nucleare, fino a diventare leader e punto di riferimento internazionale per la sicurezza radiologica ed esperta riconosciuta in strategie di emergenza e sicurezza pubblica.
Fonda la piattaforma globale Women in Nuclear in Emergency Preparedness and Response Initiative, che fa parte dell’organizzazione Women In Nuclear Global, con più di 80.000 membri in 47 Paesi. È anche vicepresidente della Arab Women’s Network, dove spinge per la partecipazione femminile nella gestione delle sfide chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari.
Tra i suoi riconoscimenti: “Woman of the Year in Nuclear”, “Iconic African Leader 2024”.
Recentemente, è diventata la prima donna presidente dell’International Nuclear Societies Council durante il 69° Congresso Generale dell’AIEA a Vienna, un risultato storico in un settore fortemente dominato dagli uomini.

Violeta Bulc (Slovenia)
Nata in Slovenia, è una figura poliedrica e visionaria.
Dopo una carriera nel settore delle telecomunicazioni (Telekom Slovenia, Telemach) come ingegnere informatico e come imprenditrice alla Vibacom, si sposta in politica. Diventa Vice-Primo Ministro e Commissaria Europea per i Trasporti, guidando progetti di digitalizzazione, decarbonizzazione e innovazione.
Oggi è cofondatrice e curatrice del movimento globale Ecocivilisation, che promuove una nuova civilizzazione basata sulla natura, sulla cooperazione mondiale e sulla saggezza condivisa, unendo tecnologia e sostenibilità dove il progresso digitale si intreccia con la pace sociale.
Il suo percorso unisce scienza, imprenditoria e spiritualità, ed è alimentato da una visione di armonia tra l’umanità e il pianeta.

Nasancia Charles (Giamaica / USA)
Donna di grande resilienza, Nasancia ha trasformato la sua carriera in un supporto concreto per donne vulnerabili, creando rifugi e centri d’accoglienza e speranza.
Nasancia Charle, cresciuta nella Giamaica rurale, ha un passato segnato da violenza fisica e risorse limitate. Fuggita a New York ha lavorato come barista e babysitter, determinata a costruire un futuro per sé e per i suoi figli. Riesce a diventare un’ottima agente immobiliare, concentrandosi sulle donne senza casa e le madri single, offrendo loro supporto per ottenere credito e ricostruire la propria vita.
Un momento di crisi personale e la perdita di stabilità finanziaria la costringe a dormire in auto, ma continua a lottare, consapevole che la responsabilità per i suoi due figli viene prima di tutto.
Con tenacia e grande forza di volontà continua a lavorare nel settore bancario e immobiliare, coltivando un obiettivo più ampio: rafforzare l’autostima delle donne ed essere loro di supporto. Con il suo atteggiamento positivo e comprensivo, aiuta a superare la depressione, evitare i suicidi e a dare un senso alla vita a coloro che hanno subito anni di umiliazioni. Riesce persino a organizzare sfilate di moda con loro, gesto simbolico e di potente rinascita.
Le sue azioni parlano di resilienza, fede e speranza. Ha trasformato le difficoltà in un progetto concreto di empowerment femminile, estendendo il suo impegno anche in Nigeria.
Nasancia è un’icona di determinazione e compassione che dimostra come la creazione di ricchezza personale può andare di pari passo con il dono agli altri.

Klaudia Fliegelova (Slovacchia / Italia)
Fondatrice di Emozionologia®, porta il tema dell’intelligenza emozionale al centro delle istituzioni e contribuisce a sviluppare progetti educativi e formativi in ambito aziendale e politico. La sua storia di resilienza, intuizione e missione è quella di una donna che ha trasformato il proprio dolore in un dono per gli altri.
Nata a Trnava, cittadina multiculturale, ha vissuto un’infanzia difficile: abbandonata dal padre, che si è dedicato alla carriera politica, poi rapita da lui da piccola, infine tornata con la madre che emigra in Italia, in un piccolo paese dal contesto culturale chiuso e freddo verso gli stranieri.
Klaudia lavora fin da adolescente lavora per pagarsi i libri di scuola ed aiutare la famiglia.
Sogna di diventare medico e diventando indossatrice, riesce a mettere da parte il denaro per affrontare gli studi e si laurea in Naturopatia e Iridologia.
La mancanza della figura paterna la spinge a cercare di comprendere a fondo le relazioni familiari, in particolare dopo che il padre viene assassinato. Lavorando profondamente su di sé, supera i suoi traumi e dopo essere diventata madre fonda un centro formativo dedicato alla guarigione dei traumi familiari. Il suo percorso fatto di passione, resilienza e studio la porta a laurearsi anche in Psicologia e nel tempo diventa imprenditrice digitale, creando un’Accademia Online.
La fondazione di Emozionologia®, è il suo punto di svolta, tanto che i suoi programmi formativi innovativi, come Emotional Efficiency at Work o Interpersonal Skills and Sensitive Mediation, vengono adottati come Percorso Formativo dal Parlamento Europeo.
Un percorso suggestivo volto al riconoscimento, alla comprensione ed alla gestione degli stati interni di ognuno di noi, una formazione che si pone come fine quello di migliorare l’equilibrio tra mente e corpo e sviluppare relazioni più sane.
Sensibilità, Gentilezza, Ascolto ed un forte spirito d’Osservazione, le eccellenti caratteristiche di Klaudia, doti che le permettono d’essere di supporto verso il prossimo e condurre le persone in un viaggio di benessere e riscoperta delle proprie emozioni.
Il suo premio EWILA celebra la sua forza di rialzarsi dopo tante sfide, l’aver costruito strutture concrete per lo sviluppo personale e la guarigione emozionale, dimostrando che una donna matura può ancora iniziare e completare gli studi universitari, trasformando la propria vita in un faro di valore e servizio.

Rahwa Kinfe (Tigray, Etiopia)
Ex hostess d’aria e atleta, rifugiata in Belgio, Rahwa sostiene le vittime di guerra con il suo impegno civile e mediatico. Con la sua ONG promuove la parità, la guarigione e l’inclusione attraverso lo sport e il dialogo.
Rahwa, nata ad Aksum nella regione del Tigray (Etiopia), terra di antiche storie. Diventa Miss Aksum a 16 anni, poi atleta ed assistente di volo.
La guerra civile le stravolge la vita: viene arrestata ad Addis Abeba, ma pagando a un riscatto riesce a fuggire verso Bruxelles.
In Belgio chiede asilo, diventa modella, vince il titolo di “Miss Black Belgium”, organizza manifestazioni per il Tigray e fonda un’ONG che aiuta le vittime della guerra, sostenendo particolarmente le donne sopravvissute con disabilità, con un progetto per partecipare alle Paralimpiadi del 2028.
La sua storia è quella di una donna di coraggio e di cuore, che trasforma il trauma in azione, la perdita in solidarietà.

Elis Lovrić (Istria, Croazia)
Attrice e cantante multilingue, Lovrić canta portando la sua arte nei luoghi della sofferenza, con concerti umanitari, sorrisi e note come strumento di resilienza.
Un sogno sin da bambina, quello di essere ginnasta olimpica, la porta senza alcuna formazione iniziale a vincere una gara di ginnastica locale, per poi si trasferirsi a Zagabria e studiare recitazione.
Si perfeziona a Roma all’“Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico”, coltivando la passione per la musica che diventerà la sua scelta di vita; infatti, intonando le note nella sua lingua madre,” il labinjonski”, diviene una voce autentica e potente.
Con estrema tenacia, attraversando anche momenti di difficoltà riesce a trovare dei sostenitori per fondare la sua etichetta discografica e pubblicare il suo primo album di successo, grazie al quale riesce a tenere un concerto memorabile al Croatian Music Institute di Zagabria, confermandosi come una delle cantautrici più amate in Croazia.
Il suo attivismo per la pace si esprime nel brano “No War”, che arriva alle finali dell’Eurovision Song Contest croato e il suo brano “Film sotto le stelle” diventa l’inno ufficiale del Festival del cinema di Pola.
Elis oggi, canta in oltre 15 lingue, scrive canzoni su diritti sociali e tenendo inoltre concerti per i pazienti oncologici e nelle case di riposo.
La sua musica è un invito a trasformare l’“impossibile” in “possibile”.
Christine Schuler-Deschryver (Rep. Dem. del Congo)
OPEN GALLERYCo-fondatrice di City of Joy, a Bukavu, supporta le donne sopravvissute alle violenze di guerra riuscendo a trasformare la loro sofferenza in forza collettiva.
Cresciuta in una famiglia segnata da razzismo e povertà, sin da giovane…decide di lottare per la dignità, con determinazione a 12 anni affronta gli studi in Belgio per valorizzare e raggiungere cio’ in cui crede…” una vita diversa”
Dopo aver insegnato a Bukavu, ha collaborato con il dr. Denis Mukwege (vincitore del Premio Nobel per la pace) fornendo supporto a sopravvissute vittime di violenza sessuale.
Lavora con organizzazioni internazionali di aiuto (CARE Canada, enti di soccorso tedeschi). Quando un tragico episodio le sconvolge la vita… una bambina vittima di violenza deceduta tra le sue braccia: decide di dedicarsi completamente alla causa delle donne e dei bambini vittime di stupro e tortura.
Con Eve Ensler co-fonda il progetto “City of Joy” nella sua città natale: un centro trasformativo, gestito da donne congolesi, un progetto, grazie al quale migliaia di donne hanno ritrovato fiducia, autostima e potere personale, diventando leader nelle loro comunità.
Christine è esempio vivente di resilienza, empatia e leadership gentile: la sua vita testimonia che il trauma può diventare forza, la sofferenza azione e la solidarietà un vero cambiamento.

EWILA rappresenta è simbolo di trasformazione, di libertà e di voce…soprattutto per chi non ne ha, è un invito a guardare avanti con fiducia per costruire un futuro in cui ogni donna possa essere vista, ascoltata e rispettata.
Un premio che non solo onora, ma eleva.
Un riconoscimento che non solo celebra, ma ispira.
Un messaggio che non solo parla, ma trasforma.
Articolo a cura di Klaudia Fliegelova
Fabio Tocco
Editore Roma Exclusive













