C’era una luce particolare, la sera del primo agosto, nella splendida Piazza del Principe a Porto Cervo. Una luce che sembrava venire non solo dal cielo terso della Costa Smeralda, ma anche dalla materia stessa dell’arte, dai riflessi metallici di un’opera che rende omaggio a un’icona senza tempo: Marilyn Monroe. Proprio in quella piazza intima e preziosa, cuore pulsante della località più chic del Mediterraneo, l’artista romana Camilla Ancilotto ha presentato la sua ultima creazione: Marilyn – Breakfast at Bulgari’s. Un’opera che è insieme visione e omaggio, luce e memoria, oro e sogno.

Un volto che si trasforma: l’opera prende vita

Il pubblico si è radunato lentamente, come attratto da un magnetismo misterioso. Era impossibile restare indifferenti davanti al gioco di colori, forme e riflessi che si animavano sulla superficie dell’opera. Il volto di Marilyn prendeva forma e si dissolveva, mutava e riemergeva, in un continuo movimento ipnotico. La Marilyn di Camilla Ancilotto è un’opera che cambia sotto gli occhi dello spettatore, e invita ad attraversarla, a viverla. Un’icona della bellezza reinterpretata, realizzata interamente in foglia oro zecchino, l’opera fonde il volto di Marilyn Monroe con alcuni dei gioielli più celebri della Maison Bulgari, in un omaggio raffinato alla femminilità, al lusso e alla cultura visiva del nostro tempo.

La Tender Art Gallery: quando il luogo diventa parte dell’opera

Il vernissage si è aperto con l’eleganza che da sempre contraddistingue Porto Cervo, ma ha presto superato ogni aspettativa. La Tender Art Gallery, diretta con passione e visione da Emanuele Lamaro, si è confermata il palcoscenico ideale per questo evento. Lì, dove l’arte incontra il lusso, si è respirato un senso di appartenenza a qualcosa di raro: una bellezza che non si consuma, ma si trasforma. Camilla Ancilotto, in abito chiaro e sorriso gentile, accoglieva gli ospiti con la stessa grazia delle sue opere: presente, elegante, umana.

Un pubblico d’eccezione tra arte e memoria

Attorno all’opera, si muoveva un parterre d’eccezione. Le principesse Maria Pia e Giacinta Ruspoli, il conte Luigi Donà delle Rose, il presidente del Consorzio Costa Smeralda Renzo Persico. E poi Cristiana Cavalli, figlia dello stilista Roberto Cavalli, il celebre artista Ilian Rachov. Presente Fabiana di Santo, referente della Maison Bulgari, la stessa con cui Camilla Ancillotto ha collaborato in occasione dell’esposizione inaugurale dell’opera presso la Domus Bulgari a Roma, in via dei Condotti, il tutto impreziosito dall’artista fotografa Daniela Foresto che durante l’evento ha realizzato alcuni “ritratti d’autore” dedicati a Camilla e gli ospiti presenti.

Le conversazioni erano sussurrate, rispettose, cariche di curiosità e ammirazione. Tutti osservatori attenti con la consapevolezza di trovarsi davanti a qualcosa di più, di una semplice installazione artistica.

Un brindisi tra arte e territorio

La serata è stata arricchita da una degustazione di vini galluresi, offerti dalle Tenute Demontis. Calici di vermentino passavano tra le mani degli ospiti, mentre l’aria profumava di mare e resina. Il contrasto tra il frizzante della costa e la profondità dell’opera creava una sensazione di sospensione: il tempo sembrava rallentare, la luce riflettersi in modo diverso. Era come se Porto Cervo stessa diventasse parte dell’installazione.

Un legame personale con la piazza e il passato

Ancilotto è da anni protagonista della scena artistica internazionale: tra le sue più recenti esposizioni, quelle presso l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo e l’Hamptons Fine Art Fair di New York. Quando l’artista ha preso la parola, la serata si è caricata di una nuova intensità. Camilla Ancilotto ha ricordato un episodio della sua infanzia: nel 1976, da bambina, salì a bordo dello yacht di Sua Altezza Karim Aga Khan IV, ormeggiato proprio a Porto Cervo, insieme al padre, il conte Luciano Ancilotto. Quel momento, custodito con affetto, ha reso la Piazza del Principe — che porta il nome del fondatore della Costa Smeralda — un luogo profondamente simbolico. Esporre lì le sue opere del ciclo Ab Ovo non era solo una scelta artistica, ma un gesto personale, affettivo, quasi un ritorno a casa.

Un linguaggio visivo che racconta il mito

Le opere di Camilla Ancilotto non si limitano a rappresentare: trasformano. Ogni dettaglio è costruito per evocare. Marilyn – Breakfast at Bulgari’s è visione e tatto, è tridimensionalità e metamorfosi. I pannelli mobili su cui è realizzata invitano lo spettatore a interagire, a perdersi e ritrovarsi in un’immagine in costante mutazione. Ma non c’è solo Marilyn Monroe: c’è il cinema, il glamour, la cultura pop, il lusso della gioielleria romana e la riflessione sul ruolo dell’icona femminile nella società contemporanea. E c’è anche il coraggio dell’artista di non fermarsi alla superficie.

La notte, la diva e il silenzio

La sera avanzava lentamente, e con essa un senso di intimità. Le luci calde della galleria riflettevano sull’opera, mentre le voci si abbassavano. Marilyn restava lì, immobile e viva, come un’apparizione luminosa. Era un’icona che si lasciava guardare, che parlava senza parlare. Alcuni ospiti si sono trattenuti a lungo, in silenzio, seduti ai margini della piazza, come se quell’ultima visione dell’opera fosse un modo per trattenere un’emozione che non voleva dissolversi.

Una diva che non smette di trasformarsi

In quella Marilyn frammentata, mutevole, affascinante, c’era l’eco di tutte le donne che si sono reinventate, che hanno trasformato la fragilità in arte, la bellezza in potere. Camilla Ancilotto ha restituito Marilyn Monroe al presente, senza imprigionarla nel mito, ma liberandola attraverso l’arte. Ha dato nuova voce alla sua immagine, permettendole di continuare a parlare, a vibrare, a esistere. E lo ha fatto in un luogo che per lei è radice e memoria.

Il tempo sospeso nelle emozioni di Porto Cervo

La serata si è conclusa, ma non si è davvero chiusa. Perché un’opera così, una serata così, lasciano un’eco. Porto Cervo, quel primo agosto, ha visto accendersi un frammento di eternità. E anche quando le luci si sono spente, qualcosa di suggestivo è rimasto nell’aria…la sensazione che arte, memoria e bellezza, quando si incontrano davvero, possono creare uno spazio fuori dal tempo. Un luogo dove anche Marilyn, per una notte, è tornata a sorridere. 

Tender Art Gallery e Porto Cervo, un magico luogo, cornice ideale per un artista che per eleganza, stile ed originalità riesce sempre a distinguersi e stupire in ogni occasione.

A cura di Barbara Guarini