“A noi toccò l’Africa,  Storia di una vita felice” un racconto profondo scritto da Pina Carbone

Presso il Circolo dei Funzionari della Polizia di Stato, con sede a Roma in Lungotevere Flaminio, lo scorso 28 maggio, con l’importante incoraggiamento e supporto morale dell’ANCRI, Associazione Nazionale Cavalieri al Merito della Repubblica Italiana si è tenuta la presentazione del libro “A noi toccò l’Africa” di Pina Carbone, scrittrice dall’elevato spessore culturale che affrontando temi storici e culturali vissuti in prima persona ha ricevuto il pregio d’una precedente illustrazione anche presso la sede della Camera dei deputati.

 

Il Circolo, elegante location è sede di Alta Rappresentanza del Dipartimento di Polizia di Stato e favorisce le relazioni sociali, anche mediante la pratica amatoriale di discipline sportive, di attività culturali ed artistiche.

A moderare la presentazione i giornalisti Annamaria Stefanini ed Ettore Lembo, i quali hanno descritto il libro come “educativo” e “pieno di valori”, una pubblicazione che dona un messaggio immersivo che dalla Dottoressa Pina viene gentilmente tramandato, donando al territorio dell’Africa il suo giusto rilievo.

Presente all’evento il Cavaliere All’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, il Vicequestore della Polizia di Stato Maria Antonia Spartà e grande amica della scrittrice.

La Spartà da sempre impegnata su argomenti e progetti a favore delle donne, contro la loro violenza e sulla difesa della loro salute è parte attiva dell’associazione “Alto” che si occupa della lotta contro il tumore ovarico, Associazione alla quale, grazie all’autrice del libro, verranno destinati i proventi provenienti dalle vendite.

Altra presenza importante è stata quella della giurista Antonella Sotira, che ha attribuito alla pubblicazione un valore “socio-giuridico” e d’inclusione.

A questo evento hanno presenziato i funzionari della Polizia di Stato ed i corsisti del 113° e 113° bis corso Commissari e del 15° corso per Commissari Tecnici della Scuola Superiore della Polizia di Stato.

“Il mio passato, la mia storia coincide con quella dalla “S” maiuscola” esordisce con questa frase Pina Carbone riferendosi a quando con il marito Giovanni ebbero l’occasione di trasferirsi in Africa grazie al Piano Mattei.

Il nome di Enrico Mattei torna spesso nei discorsi sulla transizione energetica, sul ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e sulla cooperazione internazionale, ma troppo spesso si dimentica che una parte importante della sua eredità è africana.

Mattei aveva capito, prima di molti, che l’indipendenza politica senza indipendenza energetica è una libertà incompleta e che una vera alleanza tra popoli nasce dal rispetto e dalla giustizia economica.

Il vicequestore è intervenuto affermando che il libro, di fatto promuove l’arte e la cultura nel mondo e con il suo linguaggio evocativo riesce a far vivere al lettore gli scenari descritti trasmettendo un sentimento profondo d’avventura e scoperta. In un mondo in cui regnano caos familiare ed incertezze e dove i giovani creano il proprio avatar, queste pagine sono un lascito per quest’ultimi, un prezioso giardino fiorito coltivato di ideali e significati, un esempio e spunto di riflessione importante verso il valore del rispetto dei ruoli tra la coppia.

Ettore Lembo, ha definito la pubblicazione un libro che ripropone il senso della famiglia, del rapporto tra genitori e figli, dell’unione e del suo significato inteso anche come primaria forma di società. Tutti gli ospiti a seguire invece hanno concordato sull’ emozione e quella apparente semplicità ma disarmante che l’autrice è riuscita a trasmettere nel descrivere la sua storia d’amore.

Non un diario, ma un vero e proprio omaggio, che la Dottoressa Carbone ha donato ai suoi nipoti che spesso le porgevano domande come: “Perché mio padre è nato in Madagascar?”. E lei per essere il più esaustiva possibile ha deciso di scrivere. La giurista Antonella Sotira l’ha descritto come “testamento”, un libro intimo, che tramanda i valori e principi morali dell’autrice.

Pina raccontando della sua storia, ha condiviso con gli invitati la lettura delle prime lettere con suo marito Giovanni, lettere profonde e di altri tempi, che riportano a tematiche attuali e molto affrontate, quali in primis il rispetto per la donna.

Quando le è stata posta la domanda: se mai un giorno le avesse volute pubblicare…

Lei esordì con: “Certo che sì! Ho già pensato come intitolare la raccolta, “Lettere d’amore downtown a nipoti reali e virtuali”.

S’è mai pentita di aver seguito il marito in Africa? L’autrice risponde: partire significa rinunciare, ma fare esperienze è il primo passo verso la soddisfazione.

Un Libro ricco di contenuti, emozioni e fotografie, una narrativa che racconta i valori del passato… con la speranza che questi possano tornare ed esserne il presente.

Articolo a cura di Ilaria Bonanno

Fabio Tocco

Editore Roma Exclusive